Abbiamo vinto la prima battaglia…

Da quello che abbiamo letto in rete questa mattina, la “battaglia del portabici” sembra essere vinta.
Al momento si ha una Sospensiva Cautelare della Circolare 25981 del 6 settembre 2023:


In data odierna, il CONSIGLIO DI STATO ha accolto la richiesta di sospensiva cautelare (N. 10042/2023 REG.RIC.) riguardante la circolare 25981 del 6 settembre 2023 e successive note integrative, la quale imponeva restrizioni e obblighi relativi al collaudo presso la Motorizzazione Civile delle strutture portabiciclette e portasci, applicate a sbalzo posteriormente o sul gancio di traino a sfera sui veicoli di categoria M1.
L’ordinanza sospende in via cautelare la validità della suddetta circolare, reintegrando di fatto le condizioni preesistenti al 6 settembre 2023.
Di conseguenza, tutte le disposizioni contenute nella circolare in questione devono essere considerate al momento attuale senza alcun valore normativo, ripristinando la libertà di installazione delle suddette strutture senza imposizioni o sanzioni.

Ma una nuova BATTAGLIA per i ciclisti italici si prospetta all’orizzonte, ed è quella di BOLOGNA a 30 all’ora.
Se cadremo su questo campo, tutte le altre città italiane prenderanno come esempio questa débâcle e si ritornare ai limiti “tradizionali”.
Non importa se città internazionali come quella di Parigi hanno già sperimentando e stanno già utilizzando il limite di 30 all’ora da diversi anni.

Il provincialotto italiano non riesce neanche a copiare e deve sparlare a proposito.
Meglio se supportato da un politico che non ha mai lavorato un giorno, non ha mai viaggiato ed a mala pena riesce a fare una frase di senso compiuto.

Non importa se le statistiche ci dicono che nei centri città di viaggia ad una media di 17 km/h (qui la fonte), l’italiota deve poter sfrecciare con la sua scatola di metallo per le vie cittadine, parcheggiando possibilmente sui marciapiedi o sulle strisce pedonali.
E guai al disabile che vuole un parcheggio comodo…

Signori/e abbiamo vinto la prima battaglia…ma qui c’è da vincere una guerra….contro il pregiudizio, la voglia di cambiamento e l’ignoranza!


CE LA FAREMO?